Roma ha una memoria lunga e un talento raro: sa trasformare la celebrazione in visione. È accaduto di nuovo con l’undicesima edizione del Premio Europeo ST. Oscar della Moda, andata in scena il 14 dicembre 2025 nella scenografica cornice del Salone delle Colonne all’EUR. La “Notte degli Oscar” non è stata soltanto un appuntamento mondano; è stata, ancora una volta, la prova che la moda – quando è trattata con rispetto, rigore e cultura – torna a essere un linguaggio identitario, un patrimonio condiviso e una vera infrastruttura creativa capace di attraversare il tempo.
In questa edizione 2025, tra i momenti più emblematici e densi di significato, spicca la premiazione del Magazine Popular, riconosciuto come modello editoriale contemporaneo capace di superare la forma “rivista” per affermarsi come piattaforma culturale. A ritirare il premio sono stati Fabrizio J. Fustinoni, fondatore di Popular, e Massimo Fustinoni, fondatore e CEO di Blotix Fund LLC: una presenza congiunta che ha reso esplicito ciò che Popular rappresenta oggi nel panorama del lusso e dell’innovazione, cioè un punto di intersezione credibile tra estetica, racconto, impresa e futuro. Una storia nata per unire la filiera, diventata un rito europeo. Il Premio nasce nel 2011, con il supporto di Roma Capitale, nella solennità simbolica di Piazza del Campidoglio, con un’idea tanto chiara quanto ambiziosa: creare un evento annuale interamente dedicato alla moda, capace di tenere insieme l’intera filiera – dalle maison alle maestranze, dagli stilisti affermati ai talenti emergenti – e di riconoscere la moda non come fenomeno effimero, ma come cultura viva.
In undici anni, la Notte degli Oscar ha consolidato una storia autonoma: è diventata luogo d’incontro tra creatività e impresa, territorio e visione internazionale, tradizione sartoriale e nuovi linguaggi. Questa continuità ha un nome preciso: Steven G. Torrisi, direttore artistico e anima organizzativa del Premio fin dalle origini. La sua traiettoria personale – dalla Sicilia ai contesti internazionali di Londra, Dubai, Varsavia, Berlino – racconta una visione della moda come vocazione e responsabilità. Non solo immagine, ma racconto e relazione; non solo stile, ma valorizzazione. C’è, in questo, un’eredità emotiva e culturale che Torrisi richiama nella figura della madre Mimì, da cui discende l’amore per la sartorialità e per l’artigianato: elementi che, in questa manifestazione, non sono nostalgia, ma architettura del senso. Un’edizione matura: conduzione, giuria, “Albo d’Oro”
L’edizione 2025 ha confermato la maturità del Premio anche sul piano della regia e della narrazione pubblica.
La conduzione è stata affidata a Veronica Maya, Antonio Zequila e Stefano Baragli, con un equilibrio pensato per accompagnare il pubblico lungo una serata che unisce eleganza e spettacolo, ritmo e racconto. A decretare i riconoscimenti, una giuria di alto profilo presieduta da Nando Moscariello, con la presenza del Presidente Onorario Alviero Martini, affiancati da figure di riconosciuta esperienza come Regina Schrecker, Nino Lettieri, Anton Giulio Grande e Teodolinda Quintieri. Una composizione che esprime la pluralità del fashion system e la sua complessità: competenza stilistica, visione culturale, attenzione al presente.
Tra i momenti più significativi, la presentazione dell’Albo d’Oro: un volume che ripercorre gli undici anni del Premio, non come semplice elenco di nomi ma come narrazione dell’evoluzione del costume e della creatività italiana e internazionale. Sulla copertina, in un rosso intenso e dichiaratamente simbolico, campeggia la frase di Alviero Martini che sintetizza l’etica profonda della manifestazione: «Più importante della Moda è lo stile, più importante dello stile è un sorriso».
È una formula che sposta l’asse dal culto dell’apparenza alla misura umana: il sorriso come atto di cultura, lo stile come postura interiore. Non sorprende, allora, che lo ST. Oscar abbia negli anni premiato protagonisti capaci di segnare stagioni intere – da Rocco Barocco a Egon Von Fürstenberg, da Renato Balestra a Genny e Byblos by Girombelli – accanto a personalità del cinema, della televisione e delle istituzioni come Barbara Bouchet, Barbara D’Urso, Monica Cirinnà, Annalisa Minetti, Clarissa Burt, Stefano Coletta, Enrico Vanzina. È la prova di una vocazione inclusiva: riconoscere il valore creativo in tutte le sue forme, senza ridurre la moda a recinto specialistico.
Popular premiata: quando l’editoria diventa piattaforma culturale
Dentro questo quadro, il riconoscimento al Magazine Popular assume un significato specifico e, per certi versi, programmatico.
La giuria ha premiato una visione editoriale che non si limita al “bello” – pur essendone perfettamente consapevole – ma costruisce un linguaggio coerente fondato su eleganza, misura narrativa, valorizzazione del Made in Italy e attenzione ai processi creativi che muovono l’intero fashion system. Popular è stata riconosciuta come piattaforma capace di intrecciare moda, cultura, finanza innovativa e blockchain senza forzature, senza slogan, senza quell’ansia di modernità che spesso svuota i concetti. Qui, al contrario, il futuro è trattato come disciplina: non un effetto speciale, ma un metodo. E proprio questa postura – sobria e strutturata – spiega perché il premio non sia solo una medaglia estetica: è una legittimazione culturale. L’idea di lusso che Popular propone non coincide con il consumo rapido della visibilità.
È un lusso che si misura in tempo, pensiero e relazione. Anche la distribuzione lo dimostra: una scelta selettiva, costruita in contesti coerenti con l’identità del progetto – dagli aerei privati di lusso agli hotel di alta gamma, dai club riservati agli eventi su invito. È una strategia precisa: privilegiare la profondità del rapporto con il lettore rispetto alla “massa” e alla sua volatilità. Non inseguire il rumore; costruire un ecosistema.
Blotix Fund LLC: la blockchain come infrastruttura silenziosa della cultura. In questa traiettoria si inserisce, in modo strutturale, la collaborazione con Blotix Fund LLC, impegnata nella tokenizzazione di asset reali e nello sviluppo di modelli finanziari basati su blockchain. L’alleanza tra Popular e Blotix non è una contaminazione decorativa: è una convergenza naturale tra mondi che condividono una stessa tensione, cioè trasformare valore simbolico in valore durabile. La moda genera immaginario e identità; la blockchain introduce trasparenza, tracciabilità e tutela del valore creativo. Insieme delineano un paradigma in cui l’innovazione tecnologica non sostituisce il gesto artigianale, non cancella la storia, non riduce l’opera a dato: diventa invece un’infrastruttura discreta, “silenziosa”, che protegge e rende misurabile ciò che spesso resta esposto alla dispersione. È un passaggio cruciale: portare il concetto di autenticità – tanto caro al Made in Italy – dentro strumenti che ne rafforzino la fiducia e la continuità. Il fatto che a ritirare il premio siano stati Fabrizio J. Fustinoni e Massimo Fustinoni rende esplicito questo disegno: Popular come avamposto culturale e narrativo,
Blotix come architettura finanziaria e tecnologica capace di dare struttura al valore. Una doppia firma, in una sola immagine, che racconta il senso di una stagione: non separare più i linguaggi, ma comporli. Roma come sintesi: memoria e futuro nello stesso gesto La Notte degli Oscar 2025, in conclusione, si è configurata come luogo di sintesi tra memoria e futuro, tra tradizione sartoriale e nuovi linguaggi digitali. Roma – con la sua storia millenaria e la sua vocazione internazionale – si conferma vetrina globale di un fashion system che non rinuncia alla propria identità, ma la proietta nel mondo. L’undicesima edizione del Premio Europeo ST. Oscar della Moda non celebra soltanto ciò che è stato: indica una direzione possibile per ciò che verrà. E in quella direzione, il premio al Magazine Popular ha un peso specifico: afferma che la moda può ancora essere cultura viva, economia creativa, laboratorio di futuro. E soprattutto, che il futuro – se vuole essere credibile – deve imparare a parlare con lo stile di chi conosce il valore delle radici.



